domenica 22 novembre 2015

Le mie opere: "La Rinascita".



Una realtà riflessa nell’intimo sogno di un dio pagano.




Questa mattina ho visto pubblicata l’opera dell’Artista Elisabetta Franceschini  Un’opera d’arte affascinate, complessa,  dominatada una ricerca geometrica in uso nelle composizioni classiche  dell’arte, in un contesto agostiniano ,vale a dire neoplatonico, si avvicina al verbo divino. Soprattutto colpisce la costruzione trasversale architettonica dell’opera costruita su due triangoli equilateri e su di una linea immaginaria causando la specularità controllata , superata però dalle due espressioni  delle figure femminili lontane l’una dall’altra mentre consentono lo stesso ragionamento psicologico di entrambe utilizzando i riccioli dei capelli come metafora che  trascendono nell’immaginariodell’artista Elisabetta Franceschini in uno schema complesso metafisico dello stesso cervello quindi dello stesso pensiero,nell’immutabile femmineo deviato continuamente da forze centrifughe in un’attrazione per il magico e il demoniacoSolitamente è raffigurato un dio con due volti,poiché il dio può guardare il futuro e il passato ma anche perché essendo il dio della porta, può guardare sia all’interno che all’esterno. Racchiude quella doppiezza psicologica e ideologica, che è propria dell’autore. Si contrappone l’attrazione per il voluttuoso, ovveroper un amore svincolato da ogni legge morale ispirato solo ad una ricerca del piacere dei sensi. Al tema di una religiosità maestosa, si contrappone una religiosità meno esplicita e più intima.

Andrea Pietro Petralia