mercoledì 14 dicembre 2016

Altheo Network Eventi: Mediterraneo - la porta della speranza o della vergogna. Venezia 2016







Negli spazi della sede prestigiosa di San Leonardo a Venezia Altheo Network presenta la mostra d’arte contemporanea dal titolo: “MEDITERRANEO, la porta della speranza o della vergogna.
La mostra è incentrata sulla presentazione di opere che trattino il tema legato al mare nostrumovvero il nome che gli antichi romani davano al Mediterraneo il cui termine deriva ancora dalla parola latina Mediterraneus, che significa: in mezzo alle terre. Infatti, molti paesi si affacciano sulle sue acque antiche e profonde, da quelli più lontani verso oriente come la Turchia, la Siria, il Libano, Israele, la Palestina, fino ai paesi del nord Africa sulla costa meridionale del mare nostrum come l'Egitto, la Libia, la Tunisia, il Marocco; e poi ancora, lungo le sue coste settentrionali, si bagnano: l'isola di Cipro e l'isola di Malta, la Grecia, l'Albania e il Montenegro, la Bosnia ed Erzegovina, la Croazia, la Slovenia, l'Italia, il principato di Monaco, la Francia, la Spagna e Gibilterra.
Il tema che Altheo Network propone vuole ricordare come il Mediterraneo con le sue correnti marine abbia attraversatotutta la storia umana a partire dall'isola di Creta, culla della civiltà occidentale, fino ai territori della mezzaluna fertile che dall'Egitto si inarca in oriente verso la Palestina e l'antica Fenicia per incunearsi fino ai paesi del Golfo Persico.
Nella notte dei tempi il Mediterraneo era distesa sconosciuta di fenomeni inquietanti di cui non si conosceva l'origine e chi riusciva a navigare in quelle acque ignotetemeva di oltrepassarne i confini oltre le colonne d'Ercole, sia che fossero nello stretto di Messina o a Gibilterra -perché al di là di quelle porte il mondo poteva finire. Tuttavia, affrontare l'ignoto era comunque una scelta di evoluzione verso la conoscenza, legata al sapere e alla conquista, che il viaggiatore antico doveva superare.
Mare nostrum vuol dire anche origine del mito, che ha trasformato la storia di innumerevoli civiltà antiche in immagini indimenticabili e le sue profondità marine hanno fatto emergere divinità e mostri che popolano ancora i sogni e le fantasie degli artisti. Dal mare nasce Afrodite, la dea della fecondità e della vita, dalle scure profondità emerge Poseidon con il suo tridente, dio del mare e dei fenomeni telluriciin mezzo ai flutti venne abbandonato Perseo figlio di Zeus e di Danae... 
Per scacciare la paura dell'ignoto che la distesa dell'orizzonte marino e delle sue profondità racchiudeva nei cuori i poeti inventarono l'epica che, in forma di racconto scritto, ha fatto nascere l'idea dell'eroe e dell'eroinaovvero, di coloro che saranno i primi, i migliori
La nascita delle immagini poetiche e la consapevolezza che la creatività umana poteva riprodurre le nobili forme della natura e del corpo umano diede inizio all'arte, ed ecco la pittura, la scultura e l'architettura legate ai favolosi racconti del mito.
Temerari navigatori hanno solcato le acque del Mediterraneo e popoli straordinari sono approdati nell'abbraccio quieto delle sue insenature alla ricerca di pace e di un nuovo inizio.
Il mare nostrum è anche tomba liquida di chi affoga tra i suoi flutti ed è il doloroso destino dei naufraghi costretti ad abbandonare l'imbarcazione durante una tempesta.







Mediterraneo vuol dire anche i profumi delle piante cresciute lungo le sue coste che hanno portato la cucinamediterranea ad un livello altissimo e prezioso di qualità e di benessere.
Il mare nostrum ci ha accomunati per secoli al ritmo sincopato di balli e feste che hanno lasciato traccia sia nel teatro tragico sia nella commedia brillante e poi, ancora, fin sulle note della musica moderna e contemporanea.
Musica, tradizioni, lingue così diverse e così accomunate dalla stessa fonte di vita che è il mare come fossimo in cerchio intorno ad un falò fatto dalla stessa materia liquida di un grande e prolifico grembo materno.
Ed ora con le parole di un poeta greco antico che dal polipomarino prende spunto per indicare come l'ingegno umano rimanga sempre l'unica grande risorsa dell'uomo a qualsiasi epoca e cultura appartenga.
Mio cuore, porgi a tutti gli amici, variegato carattere,
adeguando il tuo umore a quello di ognuno:
prendi l'indole del polipo dai molti tentacoli,
che alla roccia a cui si attacca sa mimetizzarsi.
Ora segui questa via, ma poi cambia colore alla tua pelle.
Saggezza vale più dell'intransigenza.”
Teognide, Corpus Theognideum 213-218